Meno rifiuti ed energia dal sole: questo il futuro sostenibile
La gestione dei rifiuti, ai fini della protezione dell’ambiente e della tutela della salute, si attua attraverso azioni quali come la prevenzione (riduzione delle quantità e pericolosità dei rifiuti), le attività di recupero e la limitazione dello smaltimento definitivo, che dovrebbe costituire solo la parte residuale della gestione dei rifiuti.
La raccolta differenziata consiste nella separazione delle componenti merceologiche dei rifiuti sin dalla fase della raccolta, al fine di ottimizzarne e massimizzarne il recupero. E’ una fase fondamentale per la corretta gestione dei rifiuti perché permette:
- minore impatto ambientale del ciclo di gestione, in quanto il rifiuto può essere avviato direttamente alle operazioni più idonee di selezione, trattamento o smaltimento
- la riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti da avviare allo smaltimento indifferenziato
- la promozione di comportamenti più corretti e consapevoli da parte dei cittadini
Il recupero dei materiali ferrosi
Il ferro si utilizza in varie forme (ghisa, acciaio da costruzione, acciaio speciale, acciaio per utensili) in base alle specifiche caratteristiche che sono richieste: durezza, malleabilità, resistenza fisica o chimica. Il riciclaggio dei materiali ferrosi viene fatto a partire da rifiuti provenienti da:
- raccolta differenziata su suolo pubblico
- centri di raccolta industriali
- da impianti di incenerimento dei rifiuti, dove i materiali ferrosi vengono estratti magneticamente.
La raccolta differenziata di questi materiali riguarda in particolare gli imballaggi di acciaio, usati nelle attività civili, industriali, artigianali e commerciali. L’acciaio è presente negli imballaggi in varie forme:
- banda stagnata (latta): foglio di acciaio ricoperto su entrambi i lati da un sottile strato di stagno, che evita l’ossidazione e la corrosione dell’acciaio: viene impiegata per barattoli e scatolette per generi alimentari
- banda cromata: foglio di acciaio ricoperto con cromo e ossidi di cromo, impiegata soprattutto nelle produzioni di fondi e coperchi di tappi corona
- lamierino o banda nera: foglio d’acciaio laminato a freddo, senza rivestimenti di altri materiali, per la fabbricazione dei fusti a utilizzo industriale.
Se raccolti assieme ad altre categorie merceologiche, vanno sottoposti a operazioni preliminari di selezione, per separarli dalle altre frazioni, con sistemi magnetici. Seguono operazioni di pulitura, frantumazione, eliminazione dello stagno, ottenendo quindi un materiale pronto per l’acciaieria e/o fonderia. L’acciaio è nuovamente fuso, e trasformato in prodotti siderurgici. Le industrie trasformatrici dell’acciaio provvedono alla lavorazione finale ottenendo nuovi prodotti.
Gli imballaggi in acciaio di grosse dimensioni (i fusti industriali) possono essere rigenerati, cioè sottoposti a un ciclo di operazioni che hanno come obiettivo il ripristino e la verifica delle caratteristiche del contenitore, rendendolo nuovamente utilizzabile. Le principali fasi sono il ripristino della forma del fusto (risanamento di bordi e ammaccature), pulizia (scolature, lavaggio, l’asciugatura), verifica della tenuta e delle superfici interne, spazzolatura esterna e verniciatura. I fusti che nel processo si rivelano eccessivamente danneggiati per essere recuperati, sono avviati al riciclaggio.
I materiali ferrosi possono essere riciclati un numero illimitato di volte, con notevoli risparmi di materie prime ed energia.
A livello nazionale, esistono Consorzi di filiera, nati con il Decreto Ronchi, che si occupano del recupero di differenti frazioni merceologiche. Per l’acciaio, tale entità è il C.N.A. (Consorzio Nazionale Acciaio), che ha lo scopo di favorire, promuovere, e agevolare la raccolta ed il riciclo degli imballaggi usati in acciaio, siano essi provenienti dall’utenza domestica che industriale.