Studio zoologico sull’animale uomo
Autore: Desmond Morris
Prima Edizione: 1967
Zoologo ed etologo inglese, Desmond Morris (24 gennaio 1928) propone questo saggio, primo di una lunga serie, come studio dell’essere umano inteso non solo in quanto membro di una complessa e articolata società, ma prima di tutto in quanto scimmia.
Partendo dall’analisi evolutiva e biologica dell’Uomo fino ad arrivare alla discussione dei più comuni e sottovalutati caratteri sociali ed emotivi, l’autore tratta temi fortemente legati alle nostre origini ancestrali come le abitudini sessuali, la lotta e l’alimentazione.
Perché il nostro cervello e così sviluppato? Cos’è l’omosessualità? Perché ridiamo? Cosa sono le religioni? Qual’è e come nasce il nostro rapporto con gli altri animali? La trattazione procede basandosi sulle divergenze ma, soprattutto, sulle similitudini che la nostra specie presenta rispetto agli altri primati.
Lungi dal voler esprimere punti di vista speculativi e banali l’opera, che ha suscitato e suscita ancora non poche controversie, è elaborata con occhi meramente scientifici.
Ristampato diverse volte e tradotto in numerose lingue, il testo continua ancora oggi ad essere un best seller nonostante la lontana prima pubblicazione.
La conoscenza del nostro passato e del nostro presente sarà sempre indispensabile per migliorare il nostro futuro.
“Esistono centonovantatre specie viventi di scimmie con coda e senza coda; di queste, centonovantadue sono coperte di pelo. L’eccezione è costituita da uno scimmione nudo che si è auto-chiamato Homo sapiens. Questa razza eccezionale ed estremamente capace trascorre molto tempo ad esaminare i proprio moventi più nobili ed altrettanto ad ignorare quelli fondamentali.”
Desmond Morris
(a cura di J. Concas)
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